Afzal Guru, morto ammazzato

Il 9 febbraio scorso il governo indiano ha ucciso un suo cittadino; lo ha fatto impiccandolo alle 8 di mattina nel cortile della prigione Tihar in Delhi dove era rinchiuso sin dal 2001, anno in cui fu arrestato per l'attacco al parlamento indiano.

Mohammed Afzal Guru
Afzal era un terrorista secondo il governo indiano e gran parte dell'opinione pubblica; certa è la sua collaborazione con diversi gruppi separatisti Kashmiri (era del Kashmir e, come molti suoi connazionali, sognava un Kashmir indipendente invece che sotto il dominio indiano), ma restano molti dubbi sul suo effettivo coinvolgimento nell'attacco del 13 dicembre 2001.
Afzal non prese parte all'attacco vero e proprio, ma è stato accusato e riconosciuto colpevole di aver collaborato con i cinque terroristi che l'hanno compiuto.
I capi d'imputazione erano cospirazione, possesso di armi, guerra al governo (?), e aver ricevuto un milione di rupie dal gruppo terrorista coinvolto per il suo aiuto nell'operazione.
La cosa che ha destato qualche testa indipendente è il verdetto della Corte Suprema del 2005, la quale, pur riconoscendo Afzal colpevole e confermando la condanna a morte, ha scritto che non c'è nessuna prova effettiva del suo coinvolgimento in alcun gruppo terroristico e che le prove portate sono del tutto circostanziali, ma la gravità dei fatti commessi e la domanda di giustizia da parte del popolo indiano richiedono una risposta ferrea, da esempio.
Anche la sua confessione è dubbia e alcuni pensano che sia stata fatta sotto tortura o minaccia per i familiari (almeno così afferma il suo avvocato).
Insomma, in parole povere Afzal Guru in un paese democratico sarebbe uscito di galera per insufficienza di prove, ma in India "il popolo" chiedeva la sua testa e quindi lo si è condannato a morte per quieto vivere.

Ora, questo è un vero e proprio abuso governativo, uno di quelli ai massimi livelli che la gente scende in piazza e fa le marce con le candele e tutti si abbracciano e pregano Gesù misericordioso; ma niente di tutto questo è accaduto.
Avete sentito parlare voi della cosa? La notizia è uscita dai confini nazionali?
Non mi sembra.

Afzal è stato ucciso dopo 7 anni dal verdetto finale della corte suprema indiana, senza avvisare il pubblico e la famiglia che non ha quindi potuto salutare un'ultima volta il condannato.
A sfregio finale, la richiesta da parte dei familiari del suo corpo è stata respinta perché, dicono, il suo funerale potrebbe dare sfogo a manifestazioni violente ed anti governative.

E' ovvio che per combattere la violenza e i conflitti sociali si deve andare in opposta direzione: verso una pacificazione del popolo, verso una più equa distribuzione dei diritti e della ricchezza, verso una vera giustizia sociale che garantisca a tutti pari dignità e pari opportunità.
Sfortunatamente l'India sta entrando ora nel ventesimo secolo e pensa che la strada giusta sia la repressione delle diversità e l'esempio di ferro di uno stato padre-padrone che non ammette dibattito con i suoi figli.

Complimenti India, un altro bel passo verso la dittatura.

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