24 agosto 2011

Ralegan Siddhi: villaggio Utopia?

24 agosto 2011 by FDM · 2


Anna Hazare, personaggio al centro dell'attenzione per la sua battaglia per una legge sul controllo della corruzione, nel lontano 1978 fu fulminato sulla via di Damasco e decise di andare in pensione anticipata dall'esercito per dedicarsi anima e corpo al "popolo".
Prese sotto la sua ala protettrice un villaggio del centro del Maharashtra (stesso stato di Mumbai) e lo trasformò, da sperduto misero e assetato  luogo, in un modello di ecosostenibilità e autarchia.
Il nome del villaggio era ed é Ralegan Siddhi.
Le conquiste sociali, pratiche e non, di Anna nel suo villaggio sono tante e indiscutibili, ma alcuni celati aspetti velano di oscuro la favolosa vicenda; vediamo di fare un analisi con ordine.

Punti a favore:
Il villaggio si trova in un'area fortemente soggetta a siccità periodiche (ogni 3-8 anni), mentre Ralegan Siddhi può essere definito un'oasi verde: l'acqua non manca mai, dovesse pure non piovere per un anno intero.
Sotto la guida di Anna Hazare, nel villaggio sono stati fatti canali d'irrigazione, cisterne, riparazioni, pozzi, rinboschimento (apparentemente 400000 alberi sono stati piantati fino ad oggi).
Molto di tutto questo é stato possibile grazie al concetto di Daan, cioè donare parte del proprio tempo ed energie alla collettività tramite lavoro non retribuito, una cosa comunque presente nella galassia Induismo.
Il Panchayat, organo di decisione e controllo sugli affari del villaggio, é composto da donne grazie al volere di Anna; lui sostiene infatti l'importanza della donna nella società, grandi eroi sono stati partoriti da grandi donne, senza di loro non esiste una società sana e prospera.
Una delle prime azioni di Hazare é stata ristrutture il tempio con la liquidazione avuta dall'esercito al momento di andare in pensione anticipata; questa é stata una vera e propria strategia perché secondo Anna, anche se dio non é relegato alle mere 4 mura del tempio ma é ovunque, é altresì vero che la vita del villaggio gira intorno al luogo sacro e come valore simbolico era molto importante dare un luogo di ritrovo che avesse un'aura di autorevolezza per le future importanti decisioni da intraprendere a Ralegan Siddhi.
La popolazione lo ama, molti lo rispettano come un semi-dio, e le sue decisioni sono sempre seguite all'unanimità.
Ralegan Siddhi soffriva per un diffuso abuso di alcool; Anna ha così formato un gruppo di giovani valorosi che ha chiuso le distillerie della zona e ha fatto desistere gli uomini dal prendersi sbronze. Questo ha ridotto di molto le violenze domestiche verso le donne.
Inoltre ha vietato il consumo e la vendita di tabacco in ogni forma.
Il villaggio é fortemente organizzato e regolamentato, tutti seguono le norme e nessuno "fa il furbo"; vi é una struttura di tipo militare al cui vertice c'é Anna stesso.
L'intero villaggio é ora vegetariano; Anna, seguendo la tradizione, pensa che la carne porti solo problemi.
Hazare si é battuto molto per rimuovere l'intoccabilità dai Dalits del villagio permettendone la partecipazione alle funzioni religiose e alle riunioni, oltretutto spesso e volentieri l'intera comunità s'é mossa per sanare i debiti di alcune famiglie appartenenti a queste caste basse.

Punto a sfavore:
Anna é venerato come un dio e vive nel tempio.
Qualunque ordine lui dia, le persone lo seguono senza chiedere o mettere in dubbio.
Non c'è spazio per il dissenzo o per altri punti di vista.
I partiti non sono ammesi, niente slogan, poster o elezioni. Anna considera la politica, le elezioni e la democrazia all'occidentale falsi idoli da evitare perchè inevitabilmente portano alla corruzione dei costumi, della morale, della tradizione indiana. La politica fa i partiti che poi dividono la popolazione. Anna crede nell'unità della società.
É per una gestione all'antica sotto forma di consiglio del villaggio (Panchayat).
Il Panchayat non é eletto da 24 anni, é Anna che direttamente o no fa le nomine (ricordiamo però, tutte donne).
Hazare sostiene che nessuno nega alla madre il diritto di dare uno schiaffo al figlio per il suo bene, così l'uso della forza per il bene comune non é un soppruso, ma una manifestazione d'amore.
Chi viene colto sbronzo, viene legato ad un pilasto presso il tempio e punito pubblicamente con delle frustate, spesso inflitte da Hazare stesso. D'altronde queste punizioni corporali sono ben accette dagli abitanti e quando i malcapitati vengono trascinati per le vie, nessuno protesta.
La fede di Anna Hazare negli dei é cieca, crede che essi non solo siano esempi di virtù da seguire e rispettare, ma che (come nella mitologia greca) essi possano fisicamente influire nelle sorti umane. Il dio Krishna può benissimo reincarnarsi sotto forma di forza unita di intelletti attivi nel sociale, nell'economia e nella religione (ogni riferimento al suo operato é ovviamente non casuale).
Solo film e musica religiosa sono ammessi nel villaggio; chi é colto con un'antenna parabolica é punito. 
Ralegan Siddhi ha una struttura quasi militare, con forte senso gerarchico, di fratellanza, unione e cieca fedeltà al gruppo.
Il nazionalismo qui é forte; dato l'esempio del leader, l'esercito é visto come una parte fondamentale ed eroica della società. Almeno 200 persone servono nelle forze armate.
Anna sostiene che la dieta a base di carne porta l'uomo ad una natura violenta; gli animali erbivori sono pacifici, così l'uomo dovrebbe seguire il loro esempio e consumare solo i prodotti della terra. Ha convinto anche i Dalits (gli intoccabili) che una dieta vegetariana é la cosa migliore e in un ragionamento fanciullesco e ignorante ha spiegato loro che l'uso di carne, nonché sporchi costumi e pensieri sporchi é ciò che li ha segregati e tenuti lontani dal resto della società indiana per tutto questo tempo.
I Dalits si lamentano che le loro condizioni economiche e sociali non sono cambiate poi molto: é vero che non muoiono di fame e che nessuno può far loro del male sulla base dell'appartenenza ad una casta bassa, ma rimangono comunque all'ultimo gradino della piramide sociale, non hanno voce in capitolo nelle decisioni del villaggio e nessuno li prende mai veramente in considerazione.
Appare, da parte di Anna, un pò una gestione da madre amorevole verso i suoi figli idioti: li ama e non fa mancare loro il pane ma non permette certo loro gli stessi diritti dei figli normali.
I Dalits si sentono come i servitori della famiglia-villaggio al cui capotavola siede Anna Hazare, nessuno li chiama Hindu e non godono dello stesso trattamento riservato alle caste superiori.
Uno di loro paragona il suo gruppo alle scarpe: le scarpe sono per i piedi e non di più, non saliranno mai di grado.
I Dalits sono sì parte integrante del villaggio, ma solo perchè così é sempre stato in India, perché gli intoccabili fanno i lavori umili e sono quindi indispensabili per un'autarchia bucolica come quella di Ralegan Siddhi.
Le donne sono sì libere di partecipare alla vita sociale, e il consiglio del villaggio é composto unicamente da loro, ma per esempio non possono fare nulla nella differenza di retribuzione tra uomini e donne che si atteta quasi 2 a 1.

Infine c'é un problema struttrale al tutto:
Poniamo pure che l'organizzazione del villaggio e la ripartizione dei lavori e doveri sia stata fatta genuinamente e con buoni risultati (ricordiamo che non vige la regola democratica ma la legge morale del leader; nessuno é eletto dalla maggioranza, ma i ruoli vengono affidati per meriti opinabili da un ristretto gruppo elitario al cui vertice c'é Anna).
Poniamo pure che ora come ora il congegno funzioni e che ognuno sia effettivamente al posto giusto.
Cosa accadrà al cambio generazionale?
Perché é proprio qui che società quali quelle sognate da persone come Anna falliscono dando vita, negli anni, a società ingiuste e profondamente sballate come quella tradizionale indiana.
Succede che il figlio o il nipote o l'amico del compare prende il posto del defunto, perché la società non dà a tutti la possibilità di accedere a qualsiasi lavoro, ma proprio l'opposto: insegna fin da piccoli che tutto ha un posto e un ruolo, i lavori che tradizionalmente sono assegnati al gruppo sociale del bambino saranno i lavori che il bambino farà.
Al figlio del contadino non viene certo detto a scuola che anche lui, come chiunque altro, ha la possibilità di sostituire un giorno Anna Hazare, perchè questo porterebbe alla competizione, alle invidie per il mancato conferimento della carica, a faide, alla divisione tanto ripugnata da Anna.

Il signore Hazare sogna una società presepe dove tutti hanno un ruolo e un posto ben precisi, dove non si perde tempo nel giocarsi il posto in capanna al caldo tra il bue e l'asinello; quel posto é stato già assegnato e tutti gli altri possono pure dividersi la neve fuori.

Le informazioni in esteso sono  a questo indirizzo.

2 Responses to “Ralegan Siddhi: villaggio Utopia?”

Elisa Chiodarelli ha detto...
24 agosto 2011 13:46

Capito. Quindi non ci sarebbe tanto da fidarsi; un buon 'genitore' dovrebbe insegnare ai figli ad essere autonomi e indipendenti, ma mi sembra, da quello che racconti, che questo non accada a casa di Anna.
ciao ;-)


FDM ha detto...
24 agosto 2011 21:00

Beh, la regola generale é sempre una: avere un minimo di scetticismo verso i santoni dell'apocalisse, in INdia come nel resto del mondo.


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