14 luglio 2011

Lo strano caso del pisciatore solitario

14 luglio 2011 by FDM · 0

Partiamo con  la premessa informativa:
a Mumbai, come nel resto dell'India, é ampiamente diffusa l'usanza di consumare al volo snacks e bibite d'ogni sorta ai numerosi chioschetti disseminati per le affollate strade.
Capita che ci si ponga la domanda del livello igienico del cibo, ma il più delle volte si preferisce ignorare il grillo parlante per gustarsi l'economico pasto.

Panipuri
 Ecco:
il video qui sotto, preso da una diciannovenne ragazza in una periferia di Mumbai, ritrae un venditore di "Panipuri" (uno snack di pane non lievitato fritto imbottito di patate, spezie varie, pisellini, tamarindo, chilli e acqua, abbastanza piccolo per essere mangiato in un boccone solo) mentre urina in un bicchiere metallico usato per mescolare la suddetta acqua.


Appena la ragazza ha mostrato il video ai familiari e ai vicini, si é formato un drappello di giustizieri che hanno prima gonfiato di botte il 59enne rispondente al nome di Rajdev Lakhan Chauhan e poi l'hanno portato di forza alla polizia.
Constatato il misfatto, gli agenti l'hanno multato per 1200 rupie (una ventina di Euro) per aver urinato in luogo pubblico non esistendo nel codice un articolo più specifico al caso in questione.

Questa é la premessa, e troppo spesso la gente si ferma qui senza cercare Uno di trarne una più ampia lezione e Secondo cercando le più ampie motivazioni. I giornali ovviamente seguono l'umore del popolo e quindi pure loro si fermano all'evidente sensazionalismo senza approfondire, come sarebbe invece loro dovere. Un pò quello che accade in Italia quando qualcuno viene ammazzato e l'unica cosa che i TG sanno fare é inquadrare la chiazza di sangue senza alzare gli occhi su loro stessi, complici creatori del mondo che tanto pretendono di criticare.

Il video che segue mostra una improvvisata ronda diurna di "valorosi e onesti cittadini" (aka "branco di codardi cani ignoranti") mentre rovesciano tutti i chioschetti che incontrano lungo la via e malmenano i sorpresi venditori ambulanti.


I suddetti vigliacchi se la ridacchiano sotto i baffi in alcuni frangenti, fieri della loro vigliacca impresa: prendersela con degli scheletrici poveracci che cercano di guadagnarsi letteralmente la pagnotta quotidiana per via di un crimine commesso da un altro non può certo essere definito giustizia, nemmeno sommaria; é puro e semplice opportunismo che, sfruttando la situazione di rabbia popolare che mantiene quindi la gente silente osservatrice, non ha alcun altra definizione se non "Sfogo personale camuffato da atto altruistico".
Nessuno nega che le condizioni igieniche di questi chioschetti siano precarie e nessuno nega che alcuni di loro (se non molti) lo sappiano e facciano finta di nulla pur di tagliare i costi e massimizzare i profitti.
Ma non vi suona in testa un campanellino?
Questi non fanno altro che attuare all'osso le politiche capitaliste che l'India sta tanto fieramente abbracciando, e vivendo in una metropoli dove nessuno conosce più nessuno e dove quindi fregare il prossimo equivale a fregare un ideale, mica un amico del villaggio, appare non tanto strano agli occhi di chi guarda la Luna che ci siano bastardi che non si pongano problemi ad inquinare l'acqua che tu bevi.
In seconda istanza appare veramente ridicolo prendersela così caldamente per un singolo, per quanto schifoso, episodio di sporcizia urbana; Mumbai, come gran parte dell'India abitata, é letteralmente una fogna a cielo aperto. Non si può assolutamente immaginare il livello di deterioramento ambientale (e di conseguenza sociale) raggiunto dalla capitale economica indiana fino a che non lo si vede coi propri occhi.
Non esiste letteralmente al mondo un posto più sporco (a parità di disponibilità economiche e sviluppo urbano), e questi si scandalizzano se un cittadino della suddetta latrina piscia in una tazza invece che sul muro dietro come fanno tutti.

Il problema qui é sempre lo stesso:
Rajdev Lakhan Chauhan ha fatto le cose in piccolo e non si é premunito di amici, denaro e potere per farla franca dopo il crimine.
Come giustamente osservava Monsieur Verdoux nell'omonimo film di Charlie Chaplin, il popolo condanna gli assassini perché uccidono su piccola scala e senza direzione, ma chiamano eroi e cavalieri della patria quelli che uccidono migliaia di persone durante una guerra.
 
Una chiara ipocrisia della supposta morale comune che si vede qui nuovamente sbeffeggiata nell'episodio de "Lo strano caso del pisciatore solitario".

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