A giugno del 2014 ho lasciato l'India.
Questo vuol dire che molto probabilmente questo blog non verrà più aggiornato, anche se rimarrà attivo per fornire informazioni a tutti quelli che vogliono fare il grande passo ed esplorare il subcontinente indiano.

Vi lascio con una bella canzone degli Afterhours.
Alla prossima.

I Collegi del Mondo Unito, conosciuti internazionalmente come United World Colleges, sono un gruppo di 14 scuole sparse in tutto il mondo (non più di una per paese) il cui scopo principale è fornire un'educazione diversa dai canoni convenzionali, un'educazione che stimoli la comprensione tra culture diverse tramite il confronto diretto e la collaborazione.

uno dei settimanali College Meetings

Tra le 14 scuole, una è in India, fuori Pune in Maharashtra, nei pressi del villaggio Paud.
Appollaiata su una collina e a ridosso di una vallata dalla bellezza suggestiva, il College Mahindra, così chiamato perché fondato con un forte aiuto della famiglia Mahindra (famiglia indiana di magnati ricconi e gruppo automobilistico potentissimo, tipo gli Agnelli), dicevo, il College Mahindra, che io ho sempre chiamato e continuerò a chiamare UWC India perché mi stanno sul cazzo i capitalisti che si lavano la coscienza finanziando con due spiccioli opere benefiche, aridicevo, lo UWC India è una scuola veramente fuori dal normale.
Specialmente per chi come me è cresciuto in Italia andando alle fascistoidi scuole pubbliche del bel paese dove l'importante è imparare a memoria tutto quello che viene detto, senza obiettare e senza sviluppare senso critico e logico, una scuola come UWC è una cosa spaventosa.
Io ho avuto il grandissimo piacere di insegnarvi per un anno (2013-2014) una materia a me cara, Studi Filmici, e devo dire che è stata una delle esperienze più interessanti della mia vita.
La scuola è strutturata come un villaggio, con le classi, le casette dormitorio e le case dei professori tutte vicine e unite in una rete funzionale di socialità condivisa; le persone si ritrovano forzate in una vita comunitaria e molto più parificata rispetto all'autoritarismo delle scuole pubbliche italiane.
Oltretutto il dialogo, il confronto e anche la competizione tra studenti e professori è accettata e (non sempre) addirittura incentivata. Perlomeno da persone come me.
Andare in una di queste scuole è sicuramente un grande privilegio e, dopo avervi insegnato, ho a lungo invidiato i miei studenti per l'incredibile esperienza che hanno fatto.
Se capitate dalle parti di Paud Village, fuori Pune, non fatevi mancare una visitina a questa scuola molto differente.
E se siete professori o aspiranti tali, vi consiglio di fare domanda d'assunzione immediatamente.

l'ultima lezione con i miei studenti

Alang, nello stato del Gujrat, il più interessante posto al mondo di cui non hai mai sentito parlare.
Su questa arida spiaggia indiana, più della metà delle grandi navi del mondo arrivano per essere poi demolite e reintegrate nel sistema.

Botta:

Ciao, per prima cosa grazie per aver messo a disposizione di tutti un blog e una pagina su facebook.
Io sono una giovane laureata all'università Roma tre. Purtroppo non vedendo alcuna possibilità lavorativa in Italia e in Europa perchè anche inviando mille Curriculum non ricevo mai nessuna risposta, ho provato a mandare Cv anche in India dove ho ricevuto alcune risposte per fare ciò che amo, cioè il video editing. Ora su internet si leggono cose assurde, e capisco che non è tutto vero perchè i giornali sappiamo benissimo come sono. Ma sempre se non ti è di disturbo vorrei sapere se è tu consiglieresti di fare un'esperienza del genere. Spero che non ti sembri questo messaggio uno dei soliti. Ma ho veramente considerato tantissime opzioni e l'unica più "interessante" e "incoraggiante" mi sembra questa.
Grazie e scusami per il disturbo.



Risposta:

Se hai ricevuto risposte positive, non me la sento certo di sconsigliarti la cosa.
Ovviamente bada bene con chi stai in contatto e fai alcune indagini preliminari (internet, una telefonata ad un numero di rete fissa, uno sguardo alle aziende riconosciute alla camera di commercio indiana).
Poi guarda le condizioni di lavoro, vedi che non ti freghino su soldi, tempo e roba simile.
Infine che dire?
Prova, male che va, molli tutto e ti fai una vacanza in India.
Domanda:

Ciao Federico, 
mi permetto di scriverti, sperando di non essere inopportuna.

Sono incappata nel tuo blog cercando, come tutti ormai, una via di fuga da questo amatissimo Paese che purtroppo al momento riesce a darmi davvero poco. 
Ho un fratello che ha vissuto in India (Ahmedabad, Gujarat) per 9 mesi e ne è scappato a gambe levate, io sono stata lì per venti giorni, girando un po'. Felice poi di tornare, ma qualcosa è rimasto dentro e forse è germogliato.

Mi occupo anche io di cinema, in senso lato. Ho lavorato come story editor, sempre un po' a singhiozzo, nelle classiche case di produzione romane di fiction che non sanno bene cosa farsene di un editor. Poi un po' più seriamente a Milano, in una minuscola società che fa animazione. Ho scritto un paio di sceneggiature, a più mani. Al momento quando mi va bene faccio la commessa. E l'India continua a ronzarmi in testa.

Ti chiedo, se avrai voglia e tempo di rispondermi, se secondo te ha senso provare una "carriera cinematografica" a Bollywood. Se credi che potrei avere mercato. Se pensi che abbia senso mandare cv da qua o se invece è inutile e mi devo presentare di persona. Infine, se hai qualche situazione da consigliarmi o sconsigliarmi.

Grazie se vorrai rispondermi, se non vorrai, capirò.
Un saluto e in bocca al lupo per la tua esperienza.

Risposta:

Ciao,
a bollywood sinceramente la vedo dura per numerosi motivi: visto lavorativo difficile da ottenere, scarsa organizzazione e divisione dei ruoli, zero rispetto per gli sceneggiatori.
l'unica e' sempre e solo se conosci qualcuno.
io sinceramente ti consiglierei l'europa, molto piu' semplice paradossalmente. magari case di produzioni piccole, se hai un curriculum, possono interessarsi.
inglese e' un must e lingua locale pure.
Inauguro la rubrica "Botta e risposta" con una email di Edoardo:

Ciao,

        sto cercando di raccogliere più informazioni possibili riguardo l'hindi, per essere precisi riguardo alla utilità di impararlo; mi spiego meglio, sono uno studente di beni culturali, al primo anno, e nei miei progetti c'è quello di fare la guida turistica, volevo per questo giocare d'anticipo cercando di imparare una lingua in più che non sia di quelle europee. Molti consigliano il cinese, ma io mi sentirei attratto più dall'hindi.. quindi le domande sono: esiste un bacino di utenza indiana che cerca guide turistiche in Italia?; oppure esiste un bacino di utenza italiano (o europeo) che necessita di guide in India?
attendo notizie e spero di non essere stato di disturbo
ancora saluti


Risposta:

Ciao Edoardo,
certamente esiste un bacino d'utenza di indiani turisti.
Adesso molti hanno scoperto i soldi e il piacere di viaggiare e, quando torno in Italia, mi capita spesso di sentire indiani parlare tra loro mentre passeggio per le strade del centro delle maggiori città.
Alla stessa maniera esistono Italiani che viaggiano in India e, a differenza di tedeschi o francesi, gli italiani tendono ad andare sul sicuro, con guide turistiche e pacchetti preconfezionati.
Forse qui essere pratici del luogo, essere dei locali, aiuterebbe un po', ma tentar non nuoce.

Saluti
Fede
Da Agosto 2013 ho cominciato a lavorare presso lo United World College, vicino Pune, in qualità di insegnate di Studi Filmici.
Ogni ottobre la scuola manda gli studenti in gite formative accompagnati dai professori e io sono finito in Agumbe, Karnataka, presso l'Agumbe Rainforest Research Station.


Una delle numerose camminate nella foresta pluviale

Fondata nel 2005 da Romulus Whitaker, famoso erpetolo india-americano, si distingue per gli sforzi educativi nel diffondere una moderna cultura rispettosa della natura e la ricerca scientifica, sono stati i primi in India nell'uso della radio telemetria per i serpenti (primi nel mondo nel farlo con il King Cobra).


Il loro lavoro di ricerca e salvaguardia però non è ristretto ai serpenti, ma si estende agli anfibi, agli insetti, agli uccelli e ai pesci.


Una rana del fango

Abbiamo passato una settimana a stretto contatto con la natura, separati dal miasma indiano, camminando nella foresta (anche di notte), fotografando le diversa creature della foresta pluviale e sperimentando le diverse tecniche di controllo e monitoraggio generalmente adottate dalla comunità scientfica nel costante e spesso arduo lavoro di salvaguardia ambientale.


L'accoppiamento dei grilli

In definitiva è stata un'esperienza interessante sia per gli studenti che per noi professori, un modo per conoscere meglio il mondo che ci circonda e rendersi conto delle migliaia sfumature che vanno a tinteggiarlo.


Parag, l'altro insegnante (di matematica) accompagnatore
Bombay ha cambiato nome in favore di Mumbai nel 1995 per volere del partito nazista Shiv Sena e del suo leader, Bal Thackeray. Questo esimio testa di cazzo, passato a miglior vita recentemente, sosteneva che il nome originale fosse Mumbai e che Bombay fosse una storpiatura degli ignoranti inglesi.
Chi ha ragione?



Dal 1535 al 1668 la baia dove sorge Mumbai e le 7 isole di cui si compone è stata territorio portoghese, poi è passata in mano ai Britannici che l'hanno battezzata Bombay anglicizzando il nome datole dai precedenti colonizzatori, 'Bom Bahia' che significa 'buona baia' in portoghese.
Prima della colonizzazione europea, l'area era una arcipelago di 7 isole abitate da semplici popolazioni relativamente primitive dedite alla pesca che avevano fondato diversi villaggi lungo la costa; uno di questi pare fosse chiamato Mumbai, per via della dea locale Mumbai devi (dea madre). Ad ogni modo le 7 isole avevano altri nomi tra cui Worli, Kolbhat (poi diventato Colaba), Palva Bunder (poi chiamato Apollo bunder), Dongri, Mazagaon, Naigaum.
Quando i britannici ne fecero un'unica isola e la attaccarono alla più grande 'Salsette island', le diedere il nome di Bombay.
Quindi, conclusione: il modo più logico di chiamare questa città è chiamarla come la chiamava chi l'ha fondata (portoghesi e britannici) e come è stata conosciuta internazionalmente per 350 anni, cioè 'Bombay'.
Costui si chiama Zakir Naik ed è un televangelista islamico di corrente salafita.


E' parecchio famoso in Mumbai, dove è nato e dove i suoi discorsi in inglese nei quali da contro altre religioni e i demoni occidentali quali omosessualità e secolarismo, sono registrati e ritrasmessi nei quartieri a maggioranza mussulmana o passati tramite cellulare.
E' un perfetto idiota, con un pesante accento indiano e una costruzione sintattica molto colloquiale e poco accademica, eppure è visto come un esperto e rispettabile professore abile nel gareggiare in dibattiti pubblici (monologhi con lui sul palco).

Tra le varie sue idiozie:
1_ Non crede nell'evoluzionismo.
2_ E' a favore della pena capitale per gli omosessuali e per gli apostati di fede.
3_ Afferma che gli abiti succinti all'occidentale siano all'origine degli stupri.
4_ Dice che ogni musulmano dovrebbe essere un terrorista, nel senso di persona che terrorizza gli elementi anti-sociali.
4_ Non vuole giudicare Osama Bin Laden perché non l'ha mai incontrato di persona, ma crede che se lui sta combattendo per l'Islam, allora gli è accanto nella lotta.

Persone come Zakir Naik sono, non solo deprecabili e miserabili nei loro battibecchi da due soldi, ma anche molto pericolose, perché abili nel percolare la loro merda religiosa distorta nelle menti di indiani (e non) con un livello educativo molto basso e quindi facilmente plasmabili a loro insaputa.
Mi sono arrivate alcune domande sul come trovare casa in affitto in India e quindi ho pensato di scrivere una breve guida per coloro i quali si apprestano ad intraprendere questo piccolo calvario.


Innanzitutto vi rimando ad un mio precedente articolo, "La casa indiana", nel quale mostro alcune strambe cose che un italiano trova quando prende possesso di un abitazione in India.


Fatto?

Bene, innanzitutto il mercato immobiliare in India è in fermento; specialmente nelle grandi città troverete spesso prezzi semplicemente assurdi, considerato che vi trovate in un paese in via di sviluppo. A titolo di esempio, Marine drive in Mumbai, una fascia della città affacciata sul mare e situata nella parte vecchia, costa US$2100 per piede quadro, in quarta posizione tra le zone più costose del mondo. Insomma, un appartamento lì costa più che al centro di Roma, una cosa alquanto scioccante.
Ovviamente la maggior parte dei miei lettori non rientra nella categoria "mafiosi-petrolieri-sultani arabi" che possono permettersi tali cifre; molti stranieri vengono in India tramite aziende dei loro paesi e spesso sono le stesse aziende che, sapendo le enormi difficoltà che una persona incontra nel processo, trovano loro appartamenti arredati in zone "buone" della città.
Se non fate parte nemmeno di questa categoria, armatevi di santa pazienza e cercate la zona con il miglior compromesso qualità-prezzo e ricordatevi che la distanza in India è un fattore FONDAMENTALE visto che il trasporto pubblico è fermo al '15-'18 (per chi non è avvezzo a tale formula, significa 1915-1918, la prima guerra mondiale) e per fare 5 chilometri in macchina potreste impiegare anche più di un'ora nelle ore di punta (3 ore la mattina e 3 la sera).
Una volta trovata la zona che più vi piace, infilate scarpe da ginnastica e fatevi un giro annotandovi le vie che più vi piacciono e i nomi dei palazzi più promettenti (sì, in India ogni palazzo ha un nome perché le strade sono spesso senza). Tenete presente la presenza di negozi di prima necessità nei paragi e chiedete se fanno consegna a domicilio; controllate la situazione cani randagi perché questi quadrupedi stanno prendendo rapidamente il controllo delle città indiane da quando qualche anno fa è stata vietata per legge l'eutanasia dei randagi, questo ha portato alla moltiplicazione esponenziale degli stessi e a numerosissimi casi di attacco e perfino morte di bambini nelle ore notturne, quando escono a reclamare le strade, da non sottovalutare anche il latrato incessante durante la notte; per ultimo verificate se intorno ci siano o meno baraccopoli, cosa alquanto frequente, perché se siete il tipo di persona che non vuole vedere bambini defecare per strada e poi correre verso di voi chiedendovi soldi, è bene scegliate un palazzo lontano dai poveri, oltretutto la baraccopoli descresce anche il valore dei terreni circostanti e il comune tende a lasciare a se stesse le zone più deprezzate, con strade dissestate, interruzione di elettricità e acqua.
Una volta fatte le vostre ricerche, dovete farvi un giro tra i numerosi "broker", intermediari tra voi e il proprietario di casa. Questi loschi figuri hanno in concessione dai proprietari le chiavi di vari appartamenti nella zona così da mostrarli a chi cerca casa, cioè voi.
Aspettatevi di essere scortati dal ragazzo di bottega che non parla un'acca di inglese e non sa nulla dell'appartamento, il suo lavoro è aprire e chiudere la porta. Per tutte le vostre domande dovrete rivolgervi al broker, che però spesso mente o non sa che dirvi. Una buona idea è chiedere a chi vive nella zona, anche se in città gli indiani sono diventati molto diffidenti e fermare una persona per strada per chiedere queste cose vi rimedierà spesso un silenzio ed uno sguardo tra il perplesso e l'impaurito.
Quando avrete deciso per un particolare appartamento, dovrete fare la registrazione del contratto presso l'ufficio pubblico locale, il broker è pagato per questo (si è arrivati all'equivalente di due mesi d'affitto dell'appartamento) e non fatevi infinocchiare se dice di no.
Vi dovrete presentare voi, il broker e il padrone di casa per la firma dei vari pezzi carta, l'intero processo dovrebbe costarvi intorno alle 5000 rupie (questo almeno è quello che ho pagato io a Mumbai, ma può cambiare a seconda della città e della tassazione applicata).
Una volta che si ha il contratto si deve registrare alla stazione di polizia locale, ricordiamo che ogni straniero che non sia turista è tenuto a registrare la sua presenza nel paese entro 15 giorni dallo sbarco.
Con il contratto in una mano e la registrazione della polizia nell'altra, siete ufficialmente residenti legali in India.
Complimenti.

Ulteriori spiegazioni:
BHK è bedroom (stanza da letto) - hall (soggiorno) - kitchen (cucina).

RK è Room (stanza) - Kitchen (cucina)
Supply of water vuol dire che c'è l'acqua nei rubinetti (spesso in orari prefissati), cosa spesso non ovvia in India.